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pochoir fascismo Meschini lancio dell' asta athletic
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| Autore Giovanni Meschini (Roma 1888-?) Soggetto rappresentato Il lancio dell'asta Tecnica/Tecnique pochoir originale original pochoir Periodo/Period 1930 ca. Condizioni/Condition ottime (i colori sono meno sparati di come appaioni in foto, il fondo è color verde) Very nice (the colour are not so sparkling, the leaf is green) Dimensioni immagine/picture cm 28 per 24 ca. Il foglio/leaf cm 33 per 24 ca. Si tratta di una pochoir originale del 1930 ca. non di una riproduzione moderna o fotoincisione. It's an original pochoir by 1930 not a modern copy or photo. Per informazioni in musica L'atletica leggera è un insieme di discipline sportive che possono essere sommariamente suddivise in: corse, concorsi (lanci e salti), corsa su strada, marcia e corsa campestre. La parola atletica deriva etimologicamente dal latino athlētica (sottinteso "artem tecnica") da athlēta che a sua volta deriva dal greco athletès da athlos 'lotta'. Gli eventi di atletica leggera vengono di solito organizzati attorno a una pista ad anello della lunghezza di 400 m, sulla quale si svolgono le gare di corsa. Le gare di lanci e salti invece, si svolgono sul campo racchiuso dalla pista. Molte delle discipline dell'atletica leggera hanno origini antiche, e si tenevano in forma competitiva già nell'antica Grecia. L'atletica leggera venne inserita nei Giochi olimpici fin dall'edizione del 1896[1], e da allora fa parte del programma olimpico. Il corpo di governo internazionale dell'atletica leggera, la IAAF (International Association of Athletics Federations), è stato fondato nel 1912. La IAAF organizza i Campionati del mondo di atletica leggera, con scadenza biennale. La prima edizione si è svolta nel 1983 ad Helsinki[2], l'ultima a Berlino, in Germania nel 2009. In Italia, l'attività dell'atletica leggera è regolata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL)[3].
Storia [modifica]
Antico stadio di Olimpia. L'atletica leggera trova le sue origini nell'antica Grecia: i poemi omerici, la statuaria, Pindaro e la pittura vascolare testimoniano la profonda passione sportiva degli antichi greci e l'onore in cui tenevano gli atleti. Il canto ventitreesimo dell'Iliade descrive prove che anticipano gare che sono ancora tipiche nell'atletica moderna: una corsa a piedi e due prove di lancio, il disco e il giavellotto. Nel canto però dell'Odissea dedicato ai giochi dei Feaci, Omero, quasi per completare la gamma delle attività naturali di base (correre, saltare, lanciare) parla anche di una prova di salto ("il maggior salto Anfiolo spiccollo") senza specificare di quale salto si trattasse, anche se non è azzardato pensare che si trattasse di salto in lungo. Origini [modifica]
Un atleta dell'antichità in una scultura conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La nascita, gli inizi dell'atletica leggera, si perdono nella notte dei tempi, confondendosi con i primi gesti dell'uomo, alle prese con le sue necessità di sopravvivenza. Non si sa per quante migliaia di anni i primi uomini abbiano corso fuggendo ed inseguendo, e abbiano lanciato per aggredire o per difendersi, creando così la matrice naturale di un agonismo del tutto singolare e inconsapevole. Grecia, Egitto, Irlanda e poi Roma e l'Etruria, risultano essere in misura più probabile le terre in cui inizialmente il gesto atletico dell'uomo assunse le forme più definite, non escludendo comunque, per tempi più lontani la nascita di esso. Quasi nulla si conosce di quanto avveniva nei territori del Nilo e nella Valle dei Re, salvo alcune fragili notizie su gare di corsa avvenute verso il XV secolo prima dell'era di Cristo e su competizioni consistenti nel lancio a distanza di un blocco di pietra. Poco si conosce anche dei Giochi di Lugnas, irlandesi, successivamente conosciuti come Tailteann Games, datati intorno al 632 a.C. La radice di queste competizioni traeva origine, da contenuti religiosi o celebrativi. Il programma dei giochi irlandesi era molto nutrito, consistendo in gare di corsa, di lancio (pietra e giavellotto) e di salto (lungo ed asta). Alla Grecia, però (allo spirito che ha alimentato per originalità e per ampiezza di contenuti morali ed agonistici una grandissima parte del gesto sportivo e atletico, complice anche un numero cospicuo di testimonianze letterarie ed iconografiche), viene assegnato un ruolo essenziale, quasi totale, nel contesto sportivo di ogni tempo. Parlare della Grecia significa, normalmente parlare di Olimpia e dei giochi, di fiaccole, di tregue sacre ed atleti-eroi cinti di corone di olivo. In effetti l'origine più o meno ufficiale dello sport e dell'atletica coincide, in terra ellenica, con il battesimo dei Giochi olimpici, confusi con il mito di Ercole alle prese con le stalle di Augia, ma inequivocabilmente costituenti la prima organizzazione ufficiale. Numerose le date d'inizio delle Olimpiadi: 1222, 1000, 884, tutte date prima dell'era di Cristo, nessuna certa. Il primo grande atleta di cui si hanno notizie certe fu Corebo di Elea di professione cuoco, incontrastato dominatore delle gari veloci, che nel 776 a.C. fu primo alle soglie di pietra di Olimpia dopo 192 metri di gara. Questa distanza, la più tradizionale, corrispondeva all'incirca alla lunghezza della pista originaria ed era denominata stadion; nei successivi anni olimpici furono aggiunte altre distanze di corsa, il diaulos distanza doppia dello stadion, e il dolichos, la cui misura variava dai 7 ai 24 stadi, rimanendo così nei limiti delle nostre prove attuali di mezzofondo. Nei Giochi olimpici del 708 a.C. venne inserita la prova più complessa e difficile dell'antichità, il pentathlon, in cui, assieme alla corsa ed alla lotta, erano fissate gare di salto in lungo di lancio del disco e del giavellotto. Se poco si conosce delle misure e delle prestazioni di quel tempo, al contrario si sanno di alcuni particolari tecnici estremamente interessanti. Ad esempio, nel salto in lungo gli atleti si aiutavano nello slancio con degli speciali manubri di piombo agganciati alle mani, gli alteres, saltando, dopo aver battuto su un piano rialzato del terreno, al di là di una buca. Il disco, che era normalmente di legno o di bronzo, fin dall'inizio beneficò, con ampie giustificazioni, data la bellezza degli assieme dei movimenti, di un'attenzione superiore rispetto agli altri lanci: artisti straordinari hanno lasciato all'attenzione e all'ammirazione del mondo civile alcune opere, il discobolo di Mirone, e il canto ventitreesimo dell'Iliade di Omero:"Pose, ciò fatto, i premii alla pedestre corsa: al primo un cratere ampio di argento, messo a rilievi, contenea sei metri, né al mondo si vedeva vaso più bello." Il getto del peso, o meglio il lancio della pietra, che come forma di lancio era sicuramente precedente al disco e che era in uso anche fra gli antichi egizi, viene citato come prova competitiva a Troia e ad Olimpia. Del lancio del giavellotto, specialità in cui l'originaria tradizione guerriera si accoppiava splendidamente al rituale agonistico, si sa che l'attrezzo, simile all'asta di guerra, aveva nella zona mediana un laccio di cuoio, occorrente a dare maggiore impulso al lancio ed una più facile precisione di traiettoria. Anche gli etruschi una delle civiltà più affascinanti ed impenetrabili della storia, offrono enormi testimonianze storiche, per quanto riguarda lo sport e le gare. La Tomba dei carri o Tomba di Stackelberg datata al V secolo a.C., dal nome dello scopritore, a Tarquinia, ne è una testimonianza. Viene raffigurata un'immagine relativa al salto con l'asta. La Tomba della scimmia, invece raffigura il salto in lungo esercitato con l'aiuto dei pesi, e la Tomba dei Giochi olimpici raffigura gare di corsa, salto in lungo e lancio del disco e giavellotto. Straordinaria, in un affresco del VI secolo a.C. della Tomba di Poggio al Moro, che come raffigurazione mostra quattro corridori in partenza. L'atletica nei secoli successivi [modifica]La rinascita e la diffusione dell'atletica leggera in epoca moderna divenne un dato di fatto alla fine del XIX secolo, anche grazie ad una piena regolamentazione. Grazie al barone francese Pierre de Coubertin, nel 1896 si tenne ad Atene la prima edizione delle Olimpiadi moderne. Le gare allora più popolari erano i 100 m piani e la prova di fondo, che si correva sulla distaza di 36 km. Si ebbe anche la distinzione tra atletica leggera e atletica pesante[4]. Per quanto riguarda l'Italia, l'atletica leggera nacque alla fine dell'Ottocento come attività podistica. Nel 1910 anche le gare di salto e di lancio (che erano ancora sotto il controllo della Federazione Ginnastica), iniziarono a essere disciplinate dalla "Federazione italiana degli sports atletici" (che divenne FIDAL nel 1926), la quale venne riconosciuta dal CIO nel 1915.[4] La rinascita dei giochi olimpici diede un ulteriore incremento alla ripresa dell’atletica leggera: da allora essa ha guadagnato in popolarità, evolvendosi col moltiplicarsi e l’affinarsi delle tecniche e con l’aumento del numero dei praticanti; aumento determinato anche da un fatto nuovo per l’atletica, cioè la partecipazione femminile alle gare (nel 1921, venne costituita la "Fédération sportive féminine") dopo secoli di esclusione quasi assoluta dalla vita sportiva[4]. Attualmente l'atletica leggera è una delle discipline principali alle olimpiadi. Discipline [modifica]Gare di lunghezza insolita (ad esempio i 300 m) sono corse molto di rado. Con l'eccezione della corsa sul miglio, tutte le corse si svolgono su distanze calcolate in metri. Uomini e donne competono in gare separate e da qualche anno, soprattutto nelle grosse competizioni internazionali, il programma delle donne è identico a quello degli uomini. Le uniche differenze sono costituite dall'altezza degli ostacoli e delle siepi (che è più bassa per le donne), dal peso degli attrezzi per i lanci (che è inferiore) e dal numero di discipline presenti nelle prove multiple, dieci (ovvero decathlon) per gli uomini, sette (eptathlon) per le donne. Dal 2008 è stato inserito il decathlon femminile nell'elenco ufficiale delle prove multiple IAAF.
Rettilineo finale di una gara dei 400 metri piani. Corsa su pista [modifica]Include tutte quelle specialità che prevedono una corsa (con o senza ostacoli che si svolge interamente in pista:
Gare di lunga distanza [modifica]
Gare condotte su strada, ma spesso con finale su pista. Distanze comuni sono la mezza maratona (21,097 km) e la maratona (42,195 km). Le gare possono svolgersi su circuito o anche avere il punto di arrivo diverso da quello di partenza. Marcia [modifica]
La marcia è la forma competitiva del camminare, spinto alla massima velocità compatibile con l’obbligo di mantenere sempre un piede a contatto con il terreno e l’arto di appoggio completamente esteso. Le gare si svolgono solitamente su strada, con percorsi da 3 fino a 50km. Alle olimpiadi le gare di marcia sono di 20 km e 50 km. Concorsi [modifica]Lanci [modifica]
Salti in elevazione [modifica]Salti in estensione [modifica]
Prove multiple [modifica]Regole principali delle varie specialità [modifica]
Rappresentazione del discobolo di Mirone sui 2 euro commemorativi della Grecia, coniati nel 2004 in occasione delle olimpiadi di Atene. Attrezzature [modifica]
Record dell'atletica leggera [modifica]
Carta raffigurante le 6 suddivisioni della IAAF: ██ AAA - Confederazione asiatica di atletica ██ CAA - Confederazione africana di atletica ██ CONSUDATLE – Confederazione sudamericana di atletica ██ NACAC – Confederazione nord americana, centro americana e caraibica di atletica ██ EAA – Confederazione europea di atletica Federazioni [modifica]La IAAF (International Association of Athletics Federations); fondata nel 1912[5] come International Amateur Athletics Federation), è l’organizzazione che regola l’atletica leggera a livello mondiale. Esistono poi federazioni continentali affiliate alla IAAF (vedi immagine a lato), e a queste sono affiliate numerose federazioni nazionali o confederazioni. Categorie [modifica]
Note [modifica]
Bibliografia [modifica]
Voci correlate [modifica]
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